Nel Marzo del 1965, al Salone di Ginevra vennero presentate le versioni sportive della gamma “850”: la "Coupé", disegnata dal centro stile Fiat a cui al tempo faceva capo l’ing. Boano, e la "Spider" disegnata invece dal ben più famoso Bertone. Entrambe realizzate sul pianale della berlina, ne differivano meccanicamente per i motori potenziati (47 cv per la "Coupé" e 49 cv per la "Spider"). Entrambe riscossero grande successo, in quanto stilisticamente (benché la "Spider" forse molto più riuscita), sembravano Ferrari in miniatura, ma soprattutto grazie al loro prezzo estremamente ragionevole (all’epoca circa 950.000 lire).
 
Coupè:

La linea della “850 Coupè” appare ispirata a quella della versione berlina ma solo in alcuni dettagli, come i fari anteriori di grande e sproporzionato diametro, le fiancate, alleggerite da due nervature orizzontali, e i gruppi ottici posteriori, circolari e con il catarifrangente incorporato.
L'abitacolo prevede due posti anteriori con sedile unico posteriore per due posti supplementari; i sedili anteriori, abbastanza comodi, hanno lo schienale reclinabile mediante un caratteristico pulsante cromato; Il volante è a due razze piatte di metallo lucido. L'assetto di guida è discreto, sempre che il sedile venga quasi del tutto arretrato.
La plancia, di disegno semplice ma elegante, è rivestita di materiale antiriflesso ed è attraversata da una fascia orizzontale di finto legno; due gli strumenti circolari montati di serie, il tachimetro con contachilometri e spie di controllo, a sinistra, e gli indicatori della temperatura dell'acqua e del livello del carburante a destra. A richiesta può essere montato il contagiri.


La nuova sportiva Fiat conquista ben presto una più che giustificata fetta di mercato, a tal punto che nel 1968 la casa  torinese prosegue la produzione con un aggiornamento sia nella meccanica sia nella carrozzeria: così, ai primi di marzo di quell'anno, viene presentata la “Fiat 850 Sport Coupè” (IIa serie) equipaggiata con un nuovo motore di 903cc di cilindrata, con una potenza massima che sale a 52 cv raggiungendo così la velocità massima di oltre 145 Km/h.
La carrozzeria della “850 Sport Coupè” si differenzia da quella della “850 Coupè” per la doppia fanaleria, sia davanti che dietro, per i fanalini anteriori rettangolari incorporati nel paraurti (che fungono anche come frecce), per il nuovo fregio anteriore, per lo spostamento del marchio rotondo con alloro sul bordo del cofano anteriore, per i paraurti con rostri gommati e per la coda rialzata, squadrata ed incorniciata da un profilo cromato.
Oltre alle modifiche al propulsore, le altre novità meccaniche consistono in nuovi materiali a più alta resistenza per le valvole di scarico, la pompa dell'olio maggiorata, la coppa dell'olio in alluminio a grande superficie e l'alternatore al posto della dinamo.
E’ importante inoltre sottolineare che in questa seconda serie appare posteriormente la scritta "Fiat 850 Sport" con le singole lettere inserite in altrettanti rombi, in linea col rinnovamento del marchio della casa torinese di quegli anni.
Le 850 sportive vennero costruite fino al 1972, anche se nella primavera del 1971, la Coupè subisce un’ultima ristilizzazione del frontale: ed ecco nascere la Fiat 850 Sport Coupè IIIa serie. Tutto questo per esigenze di adeguamento normativo uguale per tutti i paesi in cui si pensa di esportare la 850 Sport Coupè.
In questo ultimo restyling, fatto un anno prima che la vettura uscisse di produzione per far posto alla avvenieristica "X1/9", le modifiche hanno caratterizzato solo il frontale, dove i quattro fari anteriori sono ora tutti dello stesso diametro ed in posizione più alta da terra; il frontale si presenta pertanto più elaborato e forse meno in sintonia con il resto della vettura, la cui lunghezza aumenta di qualche centimetro. Sparisce il fregio anteriore che caratterizzava la IIa serie, e lo stemma Fiat contornato di alloro ritorna sul frontale, in mezzo ai gruppi ottici. La meccanica, invece, rimane la stessa della 850 Sport Coupè IIa serie.
 

Spider:

La spider nasce da un'idea dello stesso Nuccio Bertone, che nel 1964 lancia alla Fiat la sua proposta di realizzare una versione scoperta della 850, da affiancare alla versione coupè che Fiat sta ultimando nel proprio "centro stile". La proposta viene accolta e Bertone dà vita ad una piccola sportiva che ancora oggi è amata da tantissimi appassionati in tutto il mondo.
Dal punto di vista stilistico, Bertone realizza un vero e proprio capolavoro: nel piccolo spider infatti vengono fuse tutte le sue esperienze stilistiche antecedenti, oggetto anche di vetture più blasonate come la "Testudo".

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La linea della fiancata è particolare e conferisce una certa grinta; il muso è lungo ed aerodinamico, e caratterizzato dai due fari arretrati ed obliqui. Ad un frontale così caratteristico si oppone un retrotreno con coda piatta e tronca con motore a sbalzo. Inoltre a richiesta era possibile avere un hard top che, una volta montato, conferiva alla spiderina un look da coupè sportivo molto accattivante. Viene inoltre adottato il celebre marchio rotondo Fiat cinto di alloro, usato tra gli anni Venti e la prima metà degli anni Trenta.
All’interno due posti secchi dietro ai quali troviamo uno spazio utile per aumentare la capacità di carico della vettura, variabile se in configurazione con hard top oppure con capote alzata ed abbassata.
La posizione di guida è quasi sdraiata, il volante verticale ed una ricca strumentazione, completa di contagiri, livello benzina e livello acqua (ognuno in uno strumento circolare dedicato), completano il quadro.
Ma la cosa più interessante per l’ acquirente era il motore: esso è più spinto persino della versione coupè. La potenza massima erogata cresce fino ai 49 CV DIN (54 SAE), raggiunti al regime di 6500 giri/min, rispetto ai 5300 e 6200 della berlina e della coupè. Ovviamente per ottenere questi risultati la Fiat interviene sulla carburazione, adottando un carburatore Weber 30 DIC a doppio corpo, mentre il rapporto di compressione passa da 8,8:1 a 9,3:1. Questo richiede anche l’irrobustimento del blocco motore, il montaggio di una pompa dell’acqua maggiorata e la relativa modifica dei passaggi dell’ acqua nella testata; infine viene adottato un collettore di scarico a tubi sdoppiati. Nulla di tutto ciò si ottiene gratuitamente ed infatti ne scapita l’ elasticità del motore che costringe il guidatore “desideroso di prestazioni brillanti” a continue cambiate per tenere “su di giri” il piccolo motore.
In poche parole una di quelle vetturette simpatiche ed appassionanti relativamente economiche rispetto alle prestazioni ed al fascino di possedere uno spider. Questo successo portò a tempi di consegna notevolmente lunghi, tenendo conto che Bertone produceva anche una versione con il suo marchio e denominata "CL" (Convertibile Lusso), caratterizzata da finiture migliori che veniva rivenduta solo da un ristretto numero di concessionari selezionati.
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Nel 1968 anche la 850 spider è oggetto di un restyling tecnico ed estetico che dà origine alla Seconda Serie: la denominazione della nuova gamma è “850 Sport” e si riconosce esternamente per i fari non più carenati ma verticali, per le frecce anteriori letteralmente attaccate alla parte inferiore del paraurti, posteriormente sparisce la griglia cromata sostituita da una parte in lamiera in tinta vettura. Ma è il motore la vera sorpresa, infatti la cilindrata passa a 903cc e la potenza massima passa a 52 CV DIN. Cresce di conseguenza anche la velocità massima, da “oltre 145 km/h” a “oltre 150 km/h”... Provare per credere! Sempre in quell'anno nascono le versioni speciali "Racer", Berlinetta con hard top in vinile e Convertibile, e "Racer Team", con tetto metallico.
La piccola vettura risquote inoltre un grande successo negli Stati Uniti dove sarà anche chiamata “little Ferrari” e là verranno esportate più della metà della produzione totale di 140.000 unità a tutto il 1972 anno in cui venne sostituita dalla X1/9.

 

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Ultimo aggiornamento: 13.05.2008